CHI SIAMO

La storia dei soci fondatori comincia nei primi anni ’80 quando, ancora giovanissimi, iniziano nel settore delle costruzioni, seguendo le orme dei padri capomastri. Dopo i primi duri anni di gavetta e di lunghe trasferte cominciano ad assegnar loro mansioni sempre più importanti e difficoltose. Nel tempo affrontano con successo le nuove sfide che si presentano e contribuiscono a realizzare le più svariate costruzioni, spaziando dalla costruzione di palazzi e ville maestose a quella di carceri, banche e chiese. Non mancano opere speciali come ponti, autosilos, ospedali, centri commerciali, capannoni industriali e strutture agricole.

Le loro strade si incontrano alla fine degli anni ’80 mentre lavorano alle dipendenze di altre imprese, ma il ruolo di semplice dipendente inizia ad andar loro stretto. Hanno bisogno di un qualcosa di proprio da far crescere e per questo decidono di fondare un’impresa. Dopo una breve parentesi in cui realizzano svariate costruzioni, grazie alla loro lungimiranza decidono di entrare prepotentemente in un settore di nicchia come quello zootecnico, che già incontrarono negli anni della loro formazione.

L’attuale “La Belle Epoque” vede la luce agli inizi del 2000, quando i soci decidono di unire le loro capacità e le loro esperienze per dare origine a quella che diventerà una delle maggiori realtà nel panorama dell’edilizia zootecnica italiana. Nel tempo inseriscono figure di tecnici e specialisti e danno forma ad un’azienda strutturata, pronta ad affrontare e soddisfare al meglio le nuove sfide ed esigenze sempre più complesse. Ciò che ci ha permesso di arrivare al punto in cui siamo è stato interpretare il nostro lavoro come una missione, avere la forza di non arrendersi davanti alle difficoltà, imparare dai nostri errori e passare notti insonni per ripagare la fiducia accordataci dai clienti. Negli anni La Belle Epoque è sempre stata una fucina di entusiasmo e di idee.

Ha depositato diversi brevetti e tra questi il brevetto di concetto n° BG2008A000059: un brevetto visionario che rivoluzionerà il metodo di costruzione in zootecnica, anche se i soci difficilmente lo vedranno realizzato, in quanto potrà essere applicato nei prossimi anni. Fra i brevetti troviamo il n° MI2011A000264 che, a differenza del primo, ha visto la luce nelle più innovative stalle d’Italia.